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domenica, 26 luglio 2009


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david holmes, dj e produttore di belfast, dopo aver cavalcato la tigre techno fin dalla prima ora restò flashato sulla via di damasco dai suoni organici delle gemme piu' nascoste del soul e del rhythm'n'blues, che pare proponesse nei suoi dj set con reazioni contrastanti da parte dei raver ignari della personale svolta musicale in atto. le sue produzioni risentono del suo eclettismo e si sono stabilizzate a partire dal cinematico capolavoro lets get killed, ma questo this films crap lets slash the seats, appena precedente, seppur ancora acerbo, forse lo preferisco, irrisolto ma sincero, con le sue aperture acid su breaks hip hop e campionamenti da colonne sonora (slash the seats) e l'incredibile traccia iniziale, no mans land, una sequenza ininterrotta di campane, rumori di passi, un portone che sbatte, un ritmo in bassa battuta che incalza come una marcetta militare con sopra temi western in assenza di gravità e manierismi techno da commuoversi. seguono rimasugli di coscienza dopo un eccesso di rave (shake ya brain, con influenze progressive, e got fucked up along the way, forse meno riuscita), oasi cantate (gone), elettroniche (the atom and you) e chitarristiche (inspired by leyburn, su bassi dub e bolle acid, con steve hillage!), e perfino fughe acid techno (minus 61 in detroit). coming home to the sun chiude in gloria un cd che ti riporta letteralmente all'epoca a cui appartiene. gli anni '90.

Postato da: popkiller a 15:23 | link | commenti |