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...domenica prossima 4 settembre, vicino a Francoforte, apertura in grande stile del Cocoon con SVEN VATH, VILLALOBOS, JAMES HOLDEN, STEVE BUG, ecc. divisi su due stages, Green Room e Blue Room, dalle 10 (am!!!) alle 22.
Se qualche testa pazza technoide vuole unirsi a noi, abbiamo ancora posto in macchina. Programma: sabato mattina si prende il treno per Milano alle 8:19, o alle 9:19, da Principe. Creazione della macchinata (i miei amici sono milanesi) appena fuori la Stazione Centrale e partenza. Arrivo a Francoforte previsto in serata, si dorme in una pensione economica, tutta la notte possibilmente. E l'indomani, via alle danze.
Finito il festival si riparte, il ritorno a Milano è previsto per lunedì in giornata.
Budget: il viaggio da Milano a Francoforte E ritorno è stimato in soli 160 €, visto che sulle autostrade tedesche non si paga alcun pedaggio, da dividere per il numero dei passeggeri (in 4, circa 40€ a testa). Bisogna aggiungere il pernottamento, il biglietto del festival (23€) e qualche extra a discrezione personale, come cibo, acqua, merchandising. E, per eventuali genovesi come me, il biglietto del treno per Milano e ritorno.
Chi fosse irresistibilmente interessato mi contatti...
Pagina 191 del televideo Rai. E seguenti.
Oggi sono d'umore cupo come il clima.
Non conosco quasi nessuno dotato di un'autocritica paragonabile alla mia. Conscio di non apparire sgradevole ma anche dei difetti conclamati che trascino dritti ad uno sguardo superficiale, cerco di non lasciarmi andare a rilievi critici sul fisico di qualcun'altro, anche se assente. Mi lascia però stupefatto la disinvoltura con cui altri non mancano di commentare, o addirittura deridere, insiemi viventi di imperfezioni che sono in realtà gli elementi che rendono uniche le persone, ben al di là della bellezza. E della mia unicità vado vagamente orgoglioso, e mi irritano le esplosioni di riso o indifferenza alla mia vista, soprattutto perchè in casi del genere non sono mai di fronte ad una fisicità concorrente di Johnny depp, o Scarlett Johansson, che azzererebbero ogni diritto di replica. Anzi, spesso trovo nei portatori sani della bellezza, intesa come perfezione armonizzata con i canoni imposti dalle copertine, una certa responsabilità. Una sensibilità superiore alla media, non so se istintiva o educata dalla serenità che il proprio aspetto incute ma lodevole. Spesso.
Cambiando impercettibilmente prospettiva temporale, mi scopro però affascinato da tutti coloro che esprimono personalità diverse dalla mia, anche di segno eccessivo, sfrontati e irriverenti a prescindere dalle proprie qualità fisiche, ma privi di quella cattiveria che in atteggiamenti simili infonderei io, come altri improvvisamente alle prese con comportamenti che non rientrano nella propria natura. un'offesa non è più tale se la fonte non collima con una personalità simile alla mia. fonte che può resta appassionata o affettuosa anche nelle manifestazioni di scherno. personalità. sono sommariamente contento di non vivere in un mondo di cloni dotati delle mie stesse caratteristiche, che troverei monotono. Agghiacciante, quasi. Pur senza trovare monotona o raggelante l'immagine che di me riflette uno specchio qualsiasi.
tutto questo scaturisce dal ripensare a certi particolari del proprio vissuto, certo. ma anche dalle differenze nel gusto e nelle scelte. dalle affinità che si stabiliscono, dai tratti comuni che si rivelano inaspettatamente. e perchè no?, dall'indecisione e dalle incomprensioni. e trova un'elaborazione sensata a contatto con le visioni artistiche che nutrono più di altre la mia mente.
Il tempo non mi consente tutti gli aggiustamenti di rotta che mi prefiggevo all'inizio del post, e mi costringe a sorvolare sulle attestazioni di una bellezza superiore che volevo conferire a Jennifer Herrema e Asia Argento. Che non tutti, o molto pochi, avrebbero condiviso. ma sono certo che trovarsi faccia a faccia con claudia schiffer a confronto con esse la delusione erotica diventa una possibilità reale.
credo che Jennifer Herrema sia il nome più alieno. Una vita a suonare con Neil Hagerty nei Royal Trux, dopo la diaspora dei Pussy Galore. Un quarto d'ora di celebrità nel posare, traslucida per gli abusi, per Calvin Klein.
Ma gli altri due non hanno bisogno di presentazioni, e ora mi rendo conto che non sono nemmeno accostati a caso. Chiaroscuri femminili di una filmografia che attraverso gli occhi suoi protagonisti ha filtrato più volte una bellezza attesa a lungo e troppo presto svanita e, con disperata insoddisfazione, la sua negazione, fredda, fin troppo armoniosa, immobile.
oh, the devil is in me...
...devil is in me.
Oh, the spirit is in me... spirit is in me.
(dOPPELgANGEr, The Curve).
un (pessimistico) pensiero notturno. e crittografato: a lettera uguale corrisponde lettera uguale, ma non la stessa.
anzi no. non ho nessuna voglia di traslitterarlo.
mi consolo con Los Hermanos. con il loro inaspettato album di techno vecchio stampo: cristallina, e intrisa di umori latini. On another level.
E soprattutto con world service 2, dal quale ho mutuato la frase posta come sottotitolo. Fenomenale l'electro side, dove Dave Clarke trasforma il suo reverse sound da prassi produttiva a stile, supportato dalle nuove tecnologie che cita nel libretto. e centra, facendolo esplodere, il crocevia tra techno, ebm ed electrofunk.
E venne anche il giorno del rigetto.
Un'autentica sorpresa, inaspettata. situazione precipitata nell'arco di una notte. e questa mattina, allo specchio, potevo aancora assistere in tempo reale al suo evolversi definitivo: ora resta appena una membrana di pelle e capillari, che lascia la barretta visibile come se un angolo del sopracciglio fosse di cristallo.
se il corpo sapesse così meravigliosamente difendersi da influenze virali e carie come da questo innocuo piercing.